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Probabilmente la situazione del settore vigilanza, o meglio delle Guardie Particolari Giurate (d’ora in poi G.P.G.) in Provincia di Varese, rispecchia, più o meno con le inevitabili ed ovvie differenze legate a specifiche situazioni a livello locale, quella che è   la realtà Nazionale:

cioè                                                NIENTE DI BUONO !

Se le famiglie Italiane sono in sofferenza a causa del carovita e del “maledetto” EURO, le G.P.G. e le loro famiglie possono tranquillamente dirsi ROVINATE !!

La nostra busta paga è una vergogna, anzi uno schifo … la nostra dignità di lavoratori è inesistente, cosi come lo spirito di “corpo” .

Personalmente faccio questo lavoro da quasi 18 anni, ed altrettanti di impegno sindacale nel SI.N.A.L.V.  ma non ricordo di aver vissuto un periodo di così alta conflittualità sia nei rapporti sindacato/azienda, sia di ostruzionismo totale nei nostri confronti da parte della “triplice”, come gli ultimi 3/4 anni.

Come tutti ben sapete il nostro C.C.N.L. è a dir poco umiliante, qualche miglioria si è riuscita ad ottenere a livello di Contratto Integrativo Provinciale (C.I.P.) ma quello che sta accadendo specialmente negli ultimi 2 anni ci deve preoccupare e non poco…. mi riferisco alla bruttissima piega presa da molti Istituti della Provincia (in continuo aumento), di “interpretare” a proprio uso e consumo, cavillando o meglio arrampicandosi sugli specchi, sia il C.C.N.L. , ma soprattutto il C.I.P., per non parlare poi di quegli Istituti che palesemente e sfacciatamente DISAPPLICANO i contratti di cui sopra.

E’ d’obbligo un esempio per chiarire di cosa sto parlando, MAGGIORAZIONE PER MANCATO RIPOSO ,art.73 C.C.N.L.  stabilisce che se un lavoratore  rinuncia alla sua sacrosanta giornata di riposo, debba avere in cambio la fantastica maggiorazione del 40% !! Mentre in Provincia di Varese il nostro C.I.P. stabilisce che in caso di MANCATO RIPOSO al lavoratore spetti una maggiorazione del 225%.

Che cosa sta accadendo negli Istituti della Provincia?

A parte qualche Istituto che in maniera più “sottile” ha inventato nuovi orari e turni di lavoro
non previsti contrattualmente, e non applicabili se non dopo contrattazione aziendale
(pensando che siamo tutti deficienti ….. ) in modo da avere il personale sempre disponibile quando serve evitando così di pagare le maggiorazioni che risulterebbero applicando regolarmente i contratti di lavoro, nella maggioranza degli Istituti si è invece cercato sistematicamente di convincere i lavoratori a saltare il giorno di permesso che nel nostro C.I.P. è maggiorato del 40% (nel C.C.N.L. addirittura non se ne fa menzione …. ) al posto del più costoso (per le aziende) mancato riposo.
Va detto per dovere di cronaca che fino 7/8 anni fa i lavoratori si rifiutavano categoricamente e giustamente  di saltare il giorno di permesso dando la propria disponibilità appunto per il più remunerativo mancato riposo, per poter alzare un po’ la povera busta paga, e quindi le aziende loro malgrado si vedevano “costrette” (pur di non assumere altro personale) a cedere a tale richiesta.
Con il passare degli anni, abbiamo assistito all’inversione di tale fenomeno, cioè i lavoratori (non saprei dire in che percentuale i neo assunti rispetto ai più anziani ) hanno dovuto loro malgrado cedere, perdendo una parte di guadagno dovendo rinunciare al più remunerativo mancato riposo in cambio del misero mancato permesso, nonostante l’impegno in termini di lavoro, rischi e sacrifici personali sia lo stesso.

E’ evidente che la fase scatenante di questa controproducente  controtendenza si è avuta guarda caso circa un anno dopo dall’entrata in vigore  dell’euro, che ha fatto schizzare alle stelle il carovita, mentre nessuno si è preoccupato di aumentare la nostra busta paga, men che meno le G.P.G. !!

AUMENTARE IL SALARIO NON LO STRAORDINARIO

Ma questo è solo l’inizio di quello che è e sarà sempre più un processo autodistruttivo delle G.P.G. , che preferiscono l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani.
Infatti qualche Istituto mai “sazio” di guadagni e consapevole della DISPERAZIONE ECONOMICA dei loro dipendenti approfittando anche e soprattutto delle fasce più deboli (per esempio famiglie monoreddito) ha cominciato a richiedere prestazioni di mancato riposo senza pagarne le dovute maggiorazioni, ma ancora più grave è che il povero lavoratore o meglio vittima è pure grato all’azienda per questa ulteriore possibilità (di lavorare a gratis lo aggiungo io …!!) e quindi tiene gelosamente nascosto il fatto ai colleghi stessi, sentendosi quasi un privilegiato ( mi vien da piangere … ) figuriamoci poi se lo denuncia al sindacato autonomo !

Per quanto ci riguarda a livello di Segreteria Provinciale ogni qual volta ci è stato segnalato qualsiasi anomalia, o l’abbiamo scoperta dopo attente verifiche, siamo sempre intervenuti in modo deciso e determinato, “riaggiustando” dove possibile a livello sindacale la cosa, oppure andando in tribunale se necessario, e questa E’, e sarà sempre la nostra politica, sempre e comunque a tutela del lavoratore, ma purtroppo il confine tra il fare la cosa giusta ed essere capiti, e non esserlo affatto, è sempre più sottile e diventa sempre più difficile intervenire proprio per la paura dei lavoratori di non poter più fare questi MALEDETTI STRAORDINARI che sono la vera rovina di questo settore !

LAVORI E SEI POVERO

Un lavoratore che per sopravvivere deve portare a casa 1500,00 €, non guarda che fino a ieri gli “bastavano” 70 ORE DI STRAORDINARIO (se qualcuno che non è del settore ci sta leggendo si sarà ribaltato sulla sedia..ahimè è triste ma purtroppo è così.. ) e se oggi gliene servono 90 ORE per arrivare a 1500,00 € , le fa lo stesso senza chiedersi il perché è arrivato a questo punto! L’importante è raggiungere sempre e comunque la cifra necessaria alla sopravvivenza senza fare le dovute proporzioni, basterebbe dividere lo stipendio per le ore realmente lavorate per capire che il malcapitato sta lavorando (e rischiando la pelle) per pochi euro all’ora.
Purtroppo questo lavoratore non ha un futuro, è come meteorite che prima o poi andrà a sbattere contro il suo distruttivo destino.

L’esempio delle maggiorazioni non pagate è solo uno dei tanti “giochini” che gli Istituti si inventano di volta in volta per frodare le G.P.G., ma non basterebbe un libro per elencarli tutti, analizzandoli a fondo, sono tutte disapplicazioni contrattuali o forzate interpretazioni di comodo dei contratti, chiaramente a favore delle aziende atte a risparmiare il più possibile, nella folle corsa della massimizzazione dei guadagni.
Siamo arrivati addirittura alla NON distribuzione del vestiario, e non è finita ……..
Possiamo tranquillamente affermare quindi alla luce dei fatti che la “qualità della vita” delle G.P.G. è in costante peggioramento

E le G.P.G. che fanno?
Beh, senza offendere le poche “mosche bianche” che sono appunto l’eccezione che conferma la regola,NIENTE !
Non vorrei fare della retorica dicendo che la colpa è delle G.P.G., ma purtroppo è così, vittime di se stesse delle proprie paure, del carovita, di uno stipendio inadeguato e schiavi degli straordinari, troppo spesso inconsapevoli dei propri diritti e dei rischi che corrono ogni giorno,
ma è soprattutto il sempre più dilagante fenomeno dell’egoismo individuale che porta ognuno a preoccuparsi esclusivamente della propria posizione, cercando di coltivarsi il proprio “orticello” a discapito del bene comune, portando al massimo l’individualismo o peggio applicando alla lettera la locuzione latina “ mors tua vita mea “.

Bisogna anche dire che le recenti leggi per regolamentare il mondo del lavoro, a partire dal
DLgs. 66/2003 fino alla recente iniziativa di detassare gli straordinari, pur essendo stati pensati a tutela e vantaggio dei lavoratori, rischiano di diventare NEL SETTORE VIGILANZA PRIVATA un’ulteriore arma di ricatto nelle mani delle aziende, visto appunto la NECESSITA’ di fare straordinario (per poter mangiare..) che hanno le G.P.G.

Che fare dunque?
La strada è lunga e tutta in salita e di sicuro il momento di grande incertezza per il futuro, di precarietà nel mondo del lavoro non sono certo a favore di “iniziative” di settore, visto anche i diversi momenti molto più favorevoli che il settore ha avuto, e che metodicamente i lavoratori si sono lasciati sfuggire ( uno per tutti il cambio LIRA/EURO), ma è indubbio che qualcosa bisogna fare, l’inerzia non gioca certo a nostro favore, anzi può solo peggiorare le cose lasciando che altri decidano come sempre le nostre sorti.

SAPERE DOVE COLLOCARSI

Innanzitutto le G.P.G. devono cominciare a capire dove collocarsi Sindacalmente, devono capire chi fa veramente i loro interessi, e soprattutto chi conosce e comprende veramente la miriade di problematiche di questo difficilissimo settore come SOLO chi ci lavora dentro può fare, piuttosto di chi fa attività sindacale alla stregua di un impiegato d’ufficio che deve “sbrigare” l’ennesima pratica.
Non voglio ora qui riaprire l’eterna diatriba tra sindacati autonomi e triplice, anche perché non si può certo fare di tutta l’erba un fascio, io non critico mai le sigle, ma le persone che le rappresentano, così come ci autonomi e AUTONOMI, ci sono delegati e DELEGATI appartenenti alla triplice;
Sta di fatto comunque che io in 18 anni di lavoro, non ho MAI visto nessuna assemblea nell’azienda in cui lavoro, da parte della triplice in vista di qualche rinnovo contrattuale, sia esso nazionale che provinciale.
Fanno, disfano e firmano come gli pare e piace senza essersi mai interessati delle reali problematiche o necessità dei lavoratori,ne tantomeno aver consultato i lavoratori PRIMA di prendere decisioni in merito, sembra quasi che i nostri rinnovi contrattuali non ci riguardino, è solo un discorso tra Enti Datoriali e Triplice,  poi i risultati si vedono !!!

Oramai CGIL CISL e UIL sono tranquillamente adagiati nella loro posizione, ma a riguardo mi fermo qui, a chi volesse approfondire per capire meglio di cosa sto parlando, consiglio la lettura del libro di Stefano Livadiotti “L’atra casta”.
Una provocazione che lancio è, visto che la triplice, o meglio i suoi delegati si riempiono continuamente la bocca con la solita frase “noi siamo firmatari di C.C.N.L.”
IO FAREI FIRMARE I CONTRATTI A CHI HA PIU' TESSERATI così vediamo chi li firma, e forse la prossima volta che andrete ad esporre un vostro problema vedrete che sarete tenuti più in considerazione.

Concludo questa mia analisi, che non può certo considerarsi esaustiva dell’argomento,
ricordandovi che il Sindacato o meglio chi tutela veramente i vostri interessi và sostenuto sempre, non solo nel momento di necessità personali, ed invito tutti coloro che ci seguono a far sentire la loro opinione, SCRIVETECI.

Aldo De Silvestro
vice Segretario Provinciale SI.N.A.L.V. VARESE

 

 

VITA DA CANI

Aldo De Silvestro
(quello in mezzo)

 
   
   
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